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	<description>Just another aka name weblog</description>
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		<title>L&#8217;importanza della firma in una email</title>
		<link>http://www.tipsorgway.com/limportanza-della-firma-in-una-email/</link>
		<comments>http://www.tipsorgway.com/limportanza-della-firma-in-una-email/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 21:49:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[email mktg]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Lavorando in prevalenza online e dovendo seguire quotidianamente più progetti web, ricevo ogni giorno decine di email da clienti, partner e colleghi del mio stesso ambito lavorativo. E' sorprendente vedere come in molti casi la firma - a chiusura di un' email - venga trascurata se non del tutto omessa. A ben vedere, oltre ad essere un utile reminder su come essere contattati, la firma se ben utilizzata può diventare un efficace strumento di marketing, uno dei modi più semplici e immediati per promuovere un servizio, un nuovo prodotto, un evento. Cos'è e come utilizzarla La firma, configurabile sul proprio programma di posta elettronica e strutturata in 5-6 righe, è la parte che viene inserita automaticamente alla fine di ogni messaggio inviato e può essere considerata un pò come il nostro biglietto da visita elettronico. In un epoca in cui siamo ormai inondati da email, con la nostra firma (nome, ruolo, azienda e sito web) diamo al nostro destinatario un segnale chiaro ed inequivocabile riguardo all'autore e alla provenienza dell'email. Di gran lunga più facilmente decifrabile rispetto ad un semplice indirizzo visualizzato nel campo "Da". Nella creazione della propria firma si dovrebbero tenere in considerazione almeno due parti importanti: quella principale, relativa alle informazioni generali di contatto ed un'altra opzionale, con eventuali connotazioni di marketing. Vediamole in dettaglio: Informazioni generali E' la parte essenziale della firma, che <a href="http://www.tipsorgway.com/limportanza-della-firma-in-una-email/">Continua a leggere</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lavorando in prevalenza online e dovendo seguire quotidianamente più progetti web, ricevo ogni giorno decine di email da clienti, partner e colleghi del mio stesso ambito lavorativo. E&#8217; sorprendente vedere come in molti casi la firma &#8211; a chiusura di un&#8217; email &#8211; venga trascurata se non del tutto omessa. A ben vedere, oltre ad essere un utile reminder su come essere contattati, la firma se ben utilizzata può diventare un efficace strumento di marketing, uno dei modi più semplici e immediati per promuovere un servizio, un nuovo prodotto, un evento.<span id="more-84"></span></p>
<h2>Cos&#8217;è e come utilizzarla</h2>
<p>La firma, configurabile sul proprio programma di posta elettronica e strutturata in 5-6 righe, è la parte che viene inserita automaticamente alla fine di ogni messaggio inviato e può essere considerata un pò come il nostro biglietto da visita elettronico. In un epoca in cui siamo ormai inondati da email, con la nostra firma (nome, ruolo, azienda e sito web) diamo al nostro destinatario un segnale chiaro ed inequivocabile riguardo all&#8217;autore e alla provenienza dell&#8217;email. Di gran lunga più facilmente decifrabile rispetto ad un semplice indirizzo visualizzato nel campo &#8220;Da&#8221;. </p>
<p>Nella creazione della propria firma si dovrebbero tenere in considerazione almeno due parti importanti: quella principale, relativa alle informazioni generali di contatto ed un&#8217;altra opzionale, con eventuali connotazioni di marketing. Vediamole in dettaglio:</p>
<h2>Informazioni generali</h2>
<p>E&#8217; la parte essenziale della firma, che non dovrebbe MAI mancare in tutte le email spedite. Cinque righe sono sufficienti e possono comprendere Nome, azienda, indirizzo web, telefono e fax, indirizzo email:</p>
<p>&#8211;<br />
Mario Rossi<br />
Azienda Rossi Travel</p>
<p>http://www.rossitravel.it</p>
<p>tel. +39 006544 fax +39 0045645<br />
m.rossi@rossitravel.it</p>
<p>Se vogliamo che la nostra firma sia ancor più &#8220;essenziale&#8221;, possiamo evitare l&#8217;ultima riga: l&#8217;indirizzo email può essere omesso dal momento che è facilmente accessibile dal campo &#8220;Da&#8221;. Eventuali integrazioni alla parte principale della firma possono invece essere il ruolo o la carica ricoperta all&#8217;interno dell&#8217;azienda (da porre dopo la riga nome) e riferimenti di instant messaging:</p>
<p>&#8211;<br />
Mario Rossi<br />
Responsabile marketing<br />
Agenzia di Viaggi Rossi Travel</p>
<p>http://www.rossitravel.it</p>
<p>tel. +39 006544 fax +39 0045645<br />
m.rossi@rossitravel.it<br />
skype: mario.rossi</p>
<h2>La firma come strumento di marketing</h2>
<p>Per quanto possa sembrare inconsueto, una firma con uno stile riconoscibile, può portare benefici alla propria impresa ed agire come un vero e proprio strumento di marketing. Una sola riga ad esempio potrebbe essere sufficiente per inserire (e promuovere):<br />
- L&#8217; annuncio di un nuovo programma, servizio, prodotto, pubblicazione<br />
- Una citazione che rifletti il punto di vista dell&#8217;azienda<br />
- L&#8217; invito ad un evento speciale, meeting<br />
- L&#8217;invito di iscrizione alla propria newsletter<br />
- L&#8217;invito a conoscere l&#8217;offerta per un soggiorno (bed&#038;breakfast/agriturismo/hotel) o per una degustazione o cena (winebar/ristorante/enoteca).</p>
<p>Altri elementi opzionali possono includere:<br />
- elementi grafici molto semplici, ad esempio una riga orizzontale o una serie di segni per distinguere la tua firma dal resto dell&#8217;email;<br />
- call to action (invito all&#8217;azione) tramite un link a pagina specifica del tuo sito.<br />
In ogni caso, nella creazione di questo tipo di firma sarebbe opportuno lasciare lo stretto indispensabile per la parte di contatto vero e proprio (nome, azienda, web, tel) e concentrarsi su ciò che vogliamo far sapere ai nostri destinatari:</p>
<p>&#8211;<br />
Mario Rossi<br />
Agenzia di Viaggi Rossi Travel</p>
<p>http://www.rossitravel.it</p>
<p>tel. +39 006544 fax +39 0045645 </p>
<p>***********************************<br />
Vuoi trascorrere un weekend gratis<br />
a Parigi? <a href="http://#">Chiedimi come fare&#8230; </a><br />
***********************************</p>
<p>In questo esempio la call to action  espressa nel link, potrebbe portare l’utente ad un form contatti dell’azienda di Mario Rossi</p>
<h2>Consigli riepilogativi per chi vuole cimentarsi&#8230;</h2>
<ol>
<li>Email in uscita, includi sempre la tua firma in ogni email spedita (a clienti, fornitori, partner..)</li>
<li>Considera di utilizzare sempre la tua firma anche nelle liste di discussione e nei forum ma fai attenzione ad utilizzare un firma molto breve e che contenga al massimo un link. Nei commenti ai blog limita invece la tua firma al tuo nome e nome del tuo sito (con link)</li>
<li>Crea diverse versioni della tua firma e utilizzale a seconda di dove appariranno o a seconda dei destinatari. Alcuni programmi di posta (Outlook ad esempio) permettono di creare varie firme e scegliere ogni volta quella da inviare in un messaggio. Se il tuo programma non ti offre questa opzione, salva le tue firme in un file di testo semplice, in una cartella facilmente accessibile sul tuo computer.</li>
<li>Se usi degli autorisponditori, non tralasciare la firma alla fine del tuo messaggio.</li>
<li>Non esagerare nella lunghezza: una buona firma dovrebbe fermarsi a 4-6 linee e comunque evitare di andare oltre le otto linee.</li>
<li>Evitare di includere il saluto &#8211; che sarà sempre uguale a se stesso &#8211; nella firma, alla lunga lo renderebbe freddo e impersonale. Meglio tenere i saluti nel corpo del messaggio, tenerli vivi.</li>
<li>Anche disclaimer e note legali non dovrebbero apparire con la firma a chiusura delle email, potresti ritrovarti a dover scrivere più volte nel corso di una giornata allo stesso destinatario, magari costringendolo a leggere un semplice “OK” in un corredo di testo ingombrante. Per ovviare a questo surplus di testo (e di KB) potresti far creare una pagina sul tuo sito accessibile solo da link in email e contenente disclaimer e note legali.</li>
<li>Essere creativi e mostrare personalità. <strong>Shannon Kinnard</strong> nel suo &#8220;Email marketing, regole e strategie per una comunicazione online orientata ai risulati&#8221; (Apogeo Editore) riporta l&#8217;esempio di <em>&#8220;un&#8217;arguta autrice di testi pubblicitari che utilizza modi di dire divertenti e vivaci alla fine dei suoi messaggi di posta elettronica. (&#8230;) Sostiene che le persone le hanno detto di leggere sempre con piacere i suoi messaggi perchè sapevano che ci sarebbe stato qualcosa di divertente alla fine. La cosa più importante è che la gente si ricorda di lei; inoltre le sue etichette creative servono a rafforzare la sua immagine di autrice di testi pubblicitari&#8221;</em>. E&#8217; vero, creare un file firma memorabile o che abbia carattere può diventare un risultato complesso da raggiungere, ma di certo aiuta le persone a ricordarsi di te.</li>
</ol>
<p>Per finire un invito a considerare questi numeri: poniamo il caso che nella tua azienda lavorino 12 persone, ognuna delle quali invia una media di 8 email al giorno (con la firma e la tagline aziendale); supponendo 230 giorni lavorativi in un anno, significherebbe 22.080 bigliettini da visita o pubblicità distribuiti annualmente a costo zero. </p>
<p>Niente male per una semplice firma.</p>
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		<title>Usabilità e SEO uniti per un sito da 10 e lode</title>
		<link>http://www.tipsorgway.com/usabilita-e-seo-uniti-per-un-sito-da-10-e-lode/</link>
		<comments>http://www.tipsorgway.com/usabilita-e-seo-uniti-per-un-sito-da-10-e-lode/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 18:57:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Seo]]></category>
		<category><![CDATA[Usabilità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Questo articolo è frutto di appunti da taccuino, traduzioni e note prese nel corso della lettura del libro di Shari Thurow “When Search Meets Web Usability” uscito la scorsa primavera per i tipi di New Riders. Il libro (e la sintesi che qui riporto) si rivolge a quei professionisti della search engine optimization (SEO) che vogliono andare al di là del raggiungimento del posto in classifica sui motori, per restituire una migliore esperienza ai loro utenti e dare un vantaggio concreto al business dei propri siti. Buona lettura. Punti Chiave: Ottimizzare per gli utenti Pagine di approdo Search usability Capire la search usability Sul web la search usability si riferisce a quanto facilmente gli utenti possono individuare e scoprire il contenuto di un sito, utilizzando una ricerca o un percorso di navigazione. Un sito è usabile se gli utenti non incontrano alcun ostacolo per trovare ciò che cercano. Il profumo dell'informazione Una pagina web consiste di elementi grafici e testuali che facilitano la navigazione (dove posso andare?), l'orientamento (dove sono?) e rafforzano il valore del contenuto (dovrei cliccare quel link?). Queste parole e immagini formano il cosidetto profumo dell’informazione (scent of information). Più forte è queto profumo dell’informazione, più gli utenti cliccheranno. La SEO non è disegnare, costruire ed ottimizzare un sito per i motori di ricerca. La migliore attività del SEO è ottimizzare un sito per persone che <a href="http://www.tipsorgway.com/usabilita-e-seo-uniti-per-un-sito-da-10-e-lode/">Continua a leggere</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo articolo è frutto di appunti da taccuino, traduzioni e note prese nel corso della lettura del libro di Shari Thurow “When Search Meets Web Usability” uscito la scorsa primavera per i tipi di New Riders. Il libro (e la sintesi che qui riporto) si rivolge a quei professionisti della search engine optimization (SEO) che vogliono andare al di là del raggiungimento del posto in classifica sui motori, per restituire una migliore esperienza ai loro utenti e dare un vantaggio concreto al business dei propri siti. Buona lettura.<span id="more-1"></span></p>
<h2><em>Punti Chiave:</em></h2>
<ul>
<li><a title="Salta alla sezione Ottimizzare per gli utenti" href="#ottimizzare">Ottimizzare per gli utenti</a></li>
<li><a title="Salta alla sezione Pagine di approdo" href="#pagine-approdo">Pagine di approdo</a></li>
<li><a title="Salta alla sezione Search usability" href="#search-usability">Search usability</a></li>
</ul>
<h2>Capire la search usability</h2>
<p>Sul web la search usability si riferisce a quanto facilmente gli utenti possono individuare e scoprire il contenuto di un sito, utilizzando una ricerca o un percorso di  navigazione. Un sito è usabile se gli utenti non incontrano alcun ostacolo per trovare ciò che cercano.</p>
<h2>Il profumo dell&#8217;informazione</h2>
<p>Una pagina web consiste di elementi grafici e testuali che facilitano la navigazione (dove posso andare?), l&#8217;orientamento (dove sono?) e rafforzano il valore del contenuto (dovrei cliccare quel link?). Queste parole e immagini formano il cosidetto profumo dell’informazione (<em>scent of information</em>). Più forte è queto profumo dell’informazione, più gli utenti cliccheranno.</p>
<h4>La <a title="Vai alla voce di glossario Seo" href="http://www.tipsorgway.com/glossario/seo/">SEO</a> non è disegnare, costruire ed ottimizzare un sito per i motori di ricerca. La migliore attività del SEO è ottimizzare un sito per persone che utilizzano motori di ricerca.</h4>
<h2>Mancanza di profumo dell’informazione</h2>
<p>Un utente naviga su un sito, (utilizza menu e percorsi di navigazione) ma non trova le informazioni che gli occorrono: sarà &#8221;costretto&#8221; ad usare il modulo di ricerca del sito. In questo modo egli prova a cercare e formare  in prima persona scent of information mancante; l’uso del modulo di ricerca (in sostituzione della navigazione) rappresenta una piccola sconfitta dell’usabilità del sito.</p>
<p><a name="ottimizzare"></a></p>
<h2>Tre tipi di interrogazione al Search Engine</h2>
<p>Le interrogazioni ai motori di ricerca posso essere classificati, a seconda del loro intento, in tre classi:</p>
<ul>
<li> <em>Navigational queries</em>: chi cerca vuole andare su un sito specifico, quasi sempre la home page di un sito specifico. <strong>Il 10-26 % delle ricerche sono rappresentate da <em>navigational queries</em></strong></li>
<li><em>Informational queries</em>: chi cerca, vuole leggere informazioni su un argomento specifico. E’ il tipo di ricerca più comune. <strong>Il 48-80% delle ricerche partono da <em>informational queries</em></strong></li>
<li><em>Transactional queries</em>: l’intento di chi cerca è quello di voler svolgere interazione con il sito. <strong>Ricerche di questo tipo rappresentano il 10-24%</strong></li>
</ul>
<h2>Consigli base di ottimizzazione per favorire utenti che svolgono Navigational queries</h2>
<ol>
<li><strong>Per i nomi di dominio utilizzare sempre Url canonical</strong>: ovvero facciamo in modo che tutti gli utenti del nostro sito possano utilizzare sempre lo stesso Url. Se ad esempio decidiamo che l’url di default debba essere http://www.miosito.com/, istruiamo il nostro web server affinchè, qualora un utente richiedesse http://miosito.com o http://www.miosito.com/index.html, faccia una redirezione permanente (redirect 301) a http://www.miosito.com/. Questo aiuta a fare comprendere ai motori quale url si preferisce che sia canonical. L’aggiunta di un reindirizzamento 301 può essere una buona idea soprattutto se il sito viene modificato spesso (ad esempio contenuti dinamici, blog, ecc.).</li>
<li><strong>Il Tag Title ideale è compreso tra 7-10 parole, 40-65 caratteri</strong></li>
<li><strong>Per Url, ideale è non superare i 65 caratteri</strong></li>
<li><strong>La Home page e la pagina del Chi Siamo vanno sempre ottimizzate per ricerche che si focalizzano sul nome dell’azienda</strong>: ricordiamoci che per le navigational queries, gli utenti cercano un sito specifico, quasi sempre conoscono il nome dell’azienda.</li>
<li><strong>Costruiamo meta description brevi e di facile lettura: 100-150 caratteri sono ideali.</strong></li>
</ol>
<div class="tips">Per le URL canonical vale la pena di leggere l’ articolo di Matt Cutts <a href="http://www.mattcutts.com/blog/seo-advice-url-canonicalization/">Seo advice: url canonicalization</a></div>
<h2>Consigli base di ottimizzazione per favorire utenti che svolgono Informational queries</h2>
<p>Questi utenti effettuano il tipo di ricerca più comune sul web (il 48-80% delle ricerche è di tipo informational): si cerca per trovare informazioni su argomenti specifici. I proprietari di siti di ecommerce dovrebbero essere i primi  a doversi preoccupare di avere un sito ottimizzato per utenti in cerca di pagine informative.</p>
<ol>
<li><strong>Realizzare pagine informative</strong> su tutto ciò che trattiamo (vendiamo): i contenuti diventano  cruciali per ricevere visitatori che abbiano utilizzato una informational search</li>
<li><strong>Una pagina dedicata alle categorie di prodotti</strong>. Per le categorie di prodotti (l’uso comune è quello di elenco in un box), è importante avere anche una pagina standard per mostrare le categorie strutturate come una lista di testo: è una pagina che ci permetterà di arricchire e rafforzare il profumo dell’informazione; può inoltre contenere ulteriori keyword e rafforzare quelle già esistenti.</li>
<li><strong>Buone info pages</strong>. Esempi di buone info pages sono: pagine di FAQ; quick facts; liste ed elenchi puntati</li>
<li><strong>Rafforzare i meta tag</strong>. Un pagina che riteniamo sia importante per informational queries, andrebbe rafforzata con meta tag lunghi e pertinenti (200-250 caratteri)</li>
<li><strong>I meta tag devono essere sempre differenti</strong>.</li>
<li><strong>L’indizio Wikipedia</strong>. La presenza di Wikipedia nei risultati di ricerca per una determinata parola chiave, indica l’intento informational delle ricerche effettuate dagli utenti.</li>
</ol>
<h2>Consigli base di ottimizzazione per favorire utenti che svolgono Transactional queries</h2>
<p>Gli utenti che effettuano questo tipo di ricerche (10-24%) hanno l’intento di svolgere delle azioni online e prevalentemente si tratta di azioni di natura commerciale. Tuttavia dalle transactional queries, che rappresentano il tipo meno comune di ricerca, risulta meno facile interpretare l’intento commerciale, transactional queries possono infatti ridursi a navigational o informational queries: “conosco il marchio o il nome del prodotto e lo uso come parola chiave di ricerca” (navigational query); “voglio sapere di più su questo tipo di prodotto” (informational query). In ogni caso, quando si ottimizza un sito in vista di transactional queries (ricerche potenzialmente di natura commerciale), è bene tener presente:</p>
<ol>
<li>Pagine di prodotto su un sito ecommerce sono la base per soddisfare appieno interrogazioni di tipo transactional</li>
<li>Per nomi riferiti a prodotti, gli utenti effettuano ricerche sia di tipo informational che transactional</li>
<li>Verbi come scaricare, cercare, trovare, comparare, indicano intenti transactional</li>
<li>Allo stesso modo parole come: video, immagini, musica, giochi.</li>
<li>Non commettere l’errore (frequente) di sfumare, ritardare o nascondere il profumo dell’informazione, facendo partire azioni non richieste dall’utente (come ad esempio clip musicali, video, finestre pop-up..) Lasciare sempre che sia l’utente ad iniziare le attività desiderate.</li>
</ol>
<div class="tips">A margine di questa sezione dedicata ai tipi di ricerca (navigational, informational e transactional) e alle operazioni di base di ottimizzazione, segnalo anche <a href="http://www.blogstorm.co.uk/seo-and-eye-tracking/">questo utile articolo</a> che riporta uno studio condotto da Google sul tracciamento e movimento oculare rispetto ai differenti tipi di ricerca effettuati sul motore più utilizzato al mondo.</div>
<p><a name="pagine-approdo"></a></p>
<h2>Il profumo dell&#8217;informazione e le pagine di approdo</h2>
<p>Quando dal motore di ricerca un utente “approda” su una pagina specifica di un sito (comunemente definita “landing page”) ha due sole scelte da compiere: restare su quel sito o abbandonarlo. Tale scelta dipenderà da un unico cruciale fattore: aver ritrovato o meno sulla pagina di approdo  “il proprio profumo dell’informazione (user generated scent of information)”. Un utente genera un propio profumo dell’informazione nel momento in cui fornisce al motore delle parole o frasi chiave; appare chiaro dunque che quando l’utente giunge su un sito (dal motore ad una pagina specifica del sito), rimane solo se riconosce il profumo dell’informazione da lui stesso generato. Studi recenti dimostrano che gli utenti leggono circa il 20% delle parole contenute da una pagina web. Ciò che fanno è una scansione della pagina alla ricerca delle parole chiave per le quali sono giunte sul sito. La landing page – fatto salva la presenza di scent of information – dovrebbe attirare subito l’attenzione: per ogni singola pagina, si dovrebbero identificare e dare priorità a più call to action.</p>
<h4>Elenco di alcuni modi di attirare attenzione su un elemento specifico o pagina, dal meno importante al più incisivo:</h4>
<ul>
<li>Testo semplice</li>
<li>Italico</li>
<li>Grassetto</li>
<li>Font grandi (usati per titoli)</li>
<li>Bordi</li>
<li>Colori (più avanzati i colori caldi, meno incisivi quelli freddi)</li>
<li>Immagini grafiche (le curve destano più attenzione rispetto a linee dritte, foto di volti, effetti che indicano cambi di dimensioni, ombre)</li>
<li>Suoni</li>
<li>Animazione, movimento</li>
</ul>
<div class="tips">Ricorda: Se il profumo dell’informazione è debole o scompare, l’utente abbandonerà il tuo sito.</div>
<h4>I sette elementi principali che gli utenti utilizzano per orientarsi su una pagina web: in 5-10 secondi dovrebbero capire dove sono</h4>
<ol>
<li><strong>Tag Title</strong></li>
<li><strong>URL</strong>. L’url dovrebbe riflettere il contenuto della pagina</li>
<li><strong>Logo e tagline</strong> poste sempre in alto a sinistra</li>
<li><strong>Locational breadcrumb links</strong>. Questi link comunicano agli utenti dove essi sono all’interno di una struttura gerarchica di un sito e la pagina su cui essi sono.</li>
<li><strong>Titoli di pagina</strong> (page heading)</li>
<li><strong>Contenuto principale al top della pagina</strong></li>
<li><strong>Navigation button evidenziato</strong> per la pagina corrente visualizzata</li>
</ol>
<h4>Test dei 5 secondi per determinare l’orientamento</h4>
<p>Per cinque secondi mostra al tuo tester la pagina di approdo che corrisponde direttamente al listing della ricerca. Trascorsi i cinque secondi, chiudi la finestra e chiedi all’utente:</p>
<ul>
<li>Qual’è il sito che hai visto e (in caso positivo) come lo hai capito?</li>
<li>Quale sezione del sito hai visto e (in caso positivo) da cosa lo hai capito?</li>
<li>Qual’è il contenuto disponibile sulla pagina e (in caso positivo) come lo hai capito?</li>
<li>Quanto si avvicina la pagina a ciò che cercavi?</li>
</ul>
<h4>Bouce rates</h4>
<p>Un bounce avviene quando un utente arriva sul tuo sito e lo abbandona dopo aver visto una sola pagina. L’atto dell’utente che lascia il sito è il bounce. Se ad esempio 100 utenti arrivano su una pagina e 40 di questi abbandona il sito senza navigare altre pagine, la pagina di approdo ha un bounce rate pari a 40%. Molti Seo condividono la convinzione che il bounce rate (la percentuale, l’incidenza) sia uno tra i tanti elementi dell’algoritmo di molti motori di ricerca. Tuttavia è da considerare che non sempre un alto bounce rate corrisponde ad una insoddisfazione dell’utente dal momento che potrebbe significare l’esatto opposto: dal search listing, l’utente approda sul sito, prende (ad esempio) il numero telefonico che gli serviva e lascia il sito.</p>
<p><a name="search-usability"></a></p>
<h2>La search usability è lavoro di tutti</h2>
<ul>
<li><strong>Graphic Designer</strong>. Stabilire una gerarchia visuale: non tutte le cose possono essere la cosa più importante. Uno degli errori più comuni dei graphic designer è quello di non lasciar capire ai visitatori di un sito quale testo è cliccabile e quale no.</li>
<li><strong>Copywriter</strong></li>
<li><strong>Marketing communications specialists</strong></li>
<li><strong>Usability professionals</strong></li>
<li><strong>Management</strong></li>
<li><strong>Market researchers</strong></li>
<li><strong>Information techs</strong></li>
<li><strong>Information architects</strong>. Gli architetti dell’informazione organizzano le pagine web per rendere più facile trovare i contenuti. Il loro lavoro rappresenta il fondamento di qualunque sito e della search usability. Il loro lavoro consiste nel:
<ul>
<li>definire gli elementi di navigazione e le etichette.</li>
<li>organizzare la sequenza e il contenuto delle pagine.</li>
<li>determinare il percorso e la profondità dello schema di navigazione di un sito.</li>
<li>definire titoli appropriati per le pagine.</li>
<li>sviluppare un framework ottimale che supporti findability e search usability.</li>
<li>sviluppare wireframes (mappe e blueprints di pagine web) in power point o altri strumenti.</li>
</ul>
</li>
</ul>
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